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Intervista a Fabrizio Terenzi, presidente dell’Atletico Monteporzio

Un girone di ritorno da big, un gruppo rimasto compatto e un organigramma rinforzato: il Monteporzio riparte con l’ambizione di stare al vertice. Ai nostri microfoni il presidente Fabrizio Terenzi racconta il progetto: la conferma di mister Fioranelli, i colpi di mercato e il sogno Promozione.

La scorsa stagione non è stata all’altezza delle attese, ma il girone di ritorno ha dato segnali forti: quanto vi ha convinto a ripartire con ambizioni più alte?

La partenza, per una squadra con aspettative importanti, aveva lasciato segnali negativi d’assetto: avevamo provato la difesa a tre, ma in quel momento gli interpreti non erano in forma per quei movimenti. Il mister se n’è accorto dalla quarta giornata e ha corretto, dimostrando per tutto il resto del campionato che eravamo una squadra da vertice. Abbiamo fatto un grande ritorno, giocandocela con tutti e dominando in casa e fuori. Da lì ci siamo resi conto che c’eravamo, e quest’anno vogliamo essere presenti nelle zone alte della classifica.

Avete confermato mister Fioranelli e aggiunto esperienza: è la continuità l’arma giusta per il salto di categoria?

Abbiamo confermato il mister perché c’era un progetto condiviso: aveva valutato un ruolo diverso in società, ma io per primo volevo vincere con il nostro “maestro”. Abbiamo puntellato la squadra con acquisti importanti, di quelli che fanno la differenza in questa categoria. Poi, però, è sempre il campo a dire il valore vero: i campionati non si vincono sulla carta, vanno giocati. È sempre stato difficile, e anche quest’anno ci sono due o tre squadre molto attrezzate. Domenica si parte e siamo pronti.

Il mercato ha portato un veterano come Campana: quanto può diventare un riferimento dentro e fuori dal campo?

Campana è stata un’idea del direttore sportivo Danilo Centioni, a fine agosto. All’inizio non ero d’accordo, perché ritenevo la squadra già completa per le idee del mister, ma inserendo questo playmaker abbiamo rivisto qualcosa nell’assetto. La ciliegina, oltre a lui, era già stata messa con il portiere Di Stefano. Campana è un uomo di campo e di spogliatoio, con grande esperienza, una bellissima persona che sa parlare con tutti a modo suo: un riferimento importante.

L’ingresso societario di Francesco Manzo porta nuove risorse: è lo slancio definitivo che serviva al progetto?

Francesco Manzo è una persona che di calcio ha esperienze da raccontare e che vuole vincere a tutti i costi: aveva già lasciato il segno con la Lupa e, due anni fa, a Torrenova. Ha visto che il nostro era un progetto serio, fatto di gente per bene, tra scuola calcio e agonistica, ed è entrato in punta di piedi. È uno che si entusiasma stando dentro: già mi diceva “domenica si comincia, non vedo l’ora”. Diventerà un punto di riferimento. Attorno alla prima squadra abbiamo costruito un’organizzazione importante, con il manager Rocca sempre presente al campo e un secondo come Fornaciari, di grande esperienza tra Serie D ed Eccellenza. Ci crediamo, e con Manzo ancora di più.

Lei stesso ha parlato di vertice: cosa ha in più questa squadra e si può davvero sognare la Promozione?

È una squadra da altissima classifica. Abbiamo tenuto il 90% dei giocatori: nessuno ha voluto andarsene, pur avendo richieste importanti, anche dalla Promozione. Sono rimasti tutti, consapevoli di far parte di un grande gruppo. La cosa bella è che se ne accorgono loro stessi nelle amichevoli interne: siamo in tanti e non si capisce mai quale sia la prima e quale la seconda squadra, perché sono entrambe altamente competitive. Non abbiamo 11 titolari, ma 20-22: una panchina così può fare la differenza nei cinque cambi. Siamo molto competitivi.

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